Fake it till you make it, le fantastiche quattro che ragionano e agiscono come se avessero già decine di milioni di clienti

Il 2018 è stato l’anno dei record per la raccolta di capitali nel Fintech. Ammontano infatti a $36.6 miliardi gli investimenti chiusi lo scorso anno, secondo le stime del rapporto 2018 FinTech VC Investment Landscape di Innovate Finance: +148% rispetto al 2017 e +329% rispetto a cinque anni prima. Ma il 2018 è stato soprattutto un anno importante per i capitali raccolti da diverse, cosiddette, “Challenger Bank”, che stanno correndo molto velocemente in Europa come altrove.

Una corsa iniziata almeno 20 anni fa da Elon Musk, che, prima di costruire razzi spaziali e auto elettriche, mirava a creare una internet bank globale. Era il 1999 e, secondo i suoi piani, X.com sarebbe dovuto diventare un servizio finanziario adatto al XXI secolo con conti bancari, trasferimenti da persona a persona, assicurazioni e investimenti istantanei. Il tutto sarebbe dovuto essere fruibile esclusivamente online e soprattutto da dispositivi PalmPilot.

La storia però è abbastanza nota: X.com, ad un certo punto, si è fusa con Confinity ed è poi diventata Paypal, una delle aziende di maggior successo nata dal boom delle dot.com e che oggi vanta più di 250 milioni di utenti attivi nel mondo con una valutazione superiore ai $100 miliardi di dollari.

Con il successo di PayPal, il cui principale focus sono sempre stati i pagamenti, l’ambizione di Musk di creare una internet bank mondiale è venuta meno. Negli ultimi 20 anni però le cose sono cambiate molto: abbiamo in tasca smartphone sempre più potenti, connessioni mobili sempre più veloci e le banche tradizionali chiudono sempre più filiali. E la visione di Musk è stata ripresa da startup straordinariamente ambiziose.

Decine e decine di startup, nate come tech company, ma con l’ambizione di diventare vere e proprie banche globali, hanno fatto leva sul rapporto deteriorato che le banche tradizionali hanno con i propri clienti e su nuove generazioni che chiedono sempre più spesso semplicità, flessibilità, trasparenza e costi accessibili.

Mentre le banche tradizionali erano, e in gran parte sono tuttora, impegnate a cercare di conservare la propria base clienti, queste tech company, votate alla crescita esponenziale, hanno saputo cogliere le sfide e le opportunità che un mercato logorato da scandali e fallimenti gli ha servito.

Tra tutte, quattro sono a mio parere particolarmente degne di nota perchè hanno “staccato” le altre in questa nuova corsa all’oro digitale superando lo scoglio del primo milione di clienti attivi. E soprattutto perchè ragionano e agiscono strategicamente come se avessero già una base clienti di decine e decine di milioni di utenti attivi: “fake it till you make it”.

Quali sono? Nubank, Revolut, N26 e Monzo.

Monzo e Revolut sono nate nel Regno Unito a Londra. N26 è nata Berlino e ha da poco lanciato anche nel Regno Unito. Nubank, invece, è nata in Brasile nel 2013 e già dichiara di essere la banca digitale con più clienti al mondo, fuori dalla Cina.

* Il 10 gennaio 2019 N26 ha annunciato un nuovo round da 300 milioni.
Tutte le fonti sono linkate nei paragrafi a seguire.

Nikolay Storonsky, fondatore di Revolut, che ha quasi raggiunto i 4 milioni di clienti in 30 paesi, ha dichiarato recentemente a Bloomberg che questa “corsa” potrebbe valere 300 miliardi di dollari. Valentin Stalf, CEO di N26, che oggi ha 2,3 milioni di clienti, ha affermato che l’obiettivo dell’azienda è di avere più di 100 milioni di clienti entro 5-10 anni.

Nubank ha all’attivo già 5 milioni di clienti in Brasile e, con il lancio della sua nuova debit card, ha come obiettivo raggiungere 120 milioni di clienti in Centro e Sud America, partendo proprio dal Brasile, che con più di 200 milioni di abitanti offre già da solo un potenziale enorme. Leading fintech del Sud America, a fine 2017 ha aperto un ufficio a Berlino, dove sta creando una engineering unit specializzata e richiamando talenti da tutta Europa. Da qualche settimana ha aperto invece diverse posizioni su Città del Messico e questo alimenta voci relative all’expansion nel Centro-Sud America.

E Monzo? Forte di almeno 1,4 milioni di clienti nel solo Regno Unito, si prepara a sbarcare presto fuori. Negli Stati Uniti sicuramente secondo rumors recenti, ma molto probabilmente anche in altri mercati europei, visti anche in questo caso alcuni annunci di lavoro recenti, le cui job description nello specifico riguardano proprio progetti speciali con focus sull’Europa.

Tutte e quattro hanno obiettivi estremamente ambiziosi e non credo passerà molto tempo per vederli realizzati. E dietro di loro, decine di altre challenger si specializzeranno verticalmente trasformando definitivamente il mercato attuale.

Questo almeno fino a quando non sentiremo davvero il bisogno di decentralizzare le nostre finanze.

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Orlando TM Merone

Orlando TM Merone è un digital strategist a Milano con 10 anni di esperienza nella costruzione di prodotti digitali, marketing e business development. Unisce strategia creativa e competenze multidisciplinari per aiutare Aziende, Brand e Agenzie a costruire esperienze e prodotti digitali innovativi.