Perché l’Innovazione è sopravvalutata e perché ho aperto un blog nel 2019

Qualche giorno fa, in piena #TenYearsChallenge, ho ritrovato tra i vecchi bookmark un articolo di Scott Berkun su Harvard Business Review dal titolo “Why Innovation Is Overrated“. Era il 2008, ma secondo me vale la pena leggerlo ancora 10 anni dopo. L’articolo, che puoi trovare in forma originale qui, parte da due domande:

Quando è stata l’ultima volta che, come cliente, hai contattato il servizio clienti di un prodotto in tuo possesso per lamentarti della sua “mancanza di innovazione”? Oppure, al ristorante, quando è stata l’ultima volta che hai rimandato indietro in cucina un pasto perché non era abbastanza “innovativo”?

Scott Berkun

Questo con il chiaro scopo di far comprendere al lettore quanto l’innovazione, come parola o concetto, sia sopravvalutata perché termine vago e soggettivo, che distrae da ciò che un’azienda sta davvero cercando di fare: generare profitti facendo cose utili.

Inventori, creatori, leader e più in generale le persone che hanno guadagnato fama grazie al proprio lavoro, che altre persone chiamano “innovativo”, usano raramente quella parola. Usano invece parole come problema, esperimento, soluzione, esplorazione, cambiamento, rischio. E più precisamente, a loro importa meno di essere innovativi rispetto a fare cose. Fare cose utili.

Un invito quindi a dimenticarsi di dover per forza scoprire qualcosa di nuovo: è già abbastanza difficile fare qualcosa davvero utile che la gente amerá usare.

La storia del business può essere guardata da molti punti di vista e oggi, come 10 anni fa, l’innovazione è sempre di moda e popolare. Abbiamo dato tanto credito all’iPhone di Apple, al motore di ricerca di Google o (oggi) all’auto elettrica di Tesla perché hanno ottenuto successo attraverso l’innovazione, ma forse abbiamo guardato queste aziende dal punto di vista sbagliato.

Non è stata questa la parte più importante delle loro storie. Nessuna di queste aziende è stata la prima nel suo settore: Apple non ha inventato il telefono cellulare, né il touchscreen. Google non ha inventato il motore di ricerca, né Tesla ha inventato l’auto elettrica. E anche se fossero stati i primi, al mondo non interesserebbe. Sono importanti per noi, perché hanno creato prodotti e servizi che le persone in qualche modo amano e di cui non riescono più a fare a meno.

Dieci anni fa ero agli inizi del mio percorso professionale. Avevo iniziato poco prima come designer, terminati gli studi, e questo video di Micheal Wesch mi fece avvicinare al digitale e al web 2.0 con la voglia di imparare scrivere codice e, nel mio piccolo, con lo stesso obiettivo di quelle aziende a cui tutti guardavamo: costruire qualcosa di utile che le persone avrebbero amato usare.

Aprire un blog nel 2019 è di sicuro la cosa meno al passo con i tempi che potessi scegliere, lo so. Non ho un piano editoriale o un obiettivo particolare, se non quello di condividere esperienze e letture (come quella di cui sopra), prodotti e servizi che amo utilizzare o che magari mi sarebbe piaciuto costruire. O semplicemente il mio punto di vista.

Ci sono un’infinità di blog che parlano di digitale, innovazione e tecnologia. Io non voglio scoprire nulla di nuovo. Voglio solo scrivere qualcosa. Qualcosa che sia utile per me, ma che magari possa diventarlo anche per qualcun altro.

Di sicuro imparerò qualcosa anche stavolta.

#include <stdio.h>

int main(void){
printf("hello, world\n");
}

E allora: Hello, world.

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Orlando TM Merone

Orlando TM Merone è un digital strategist a Milano con 10 anni di esperienza nella costruzione di prodotti digitali, marketing e business development. Unisce strategia creativa e competenze multidisciplinari per aiutare Aziende, Brand e Agenzie a costruire esperienze e prodotti digitali innovativi.