Ripeti con me, startup vuol dire crescita (Come calcolare il tasso di crescita di una startup)

Una startup è un’azienda progettata per crescere velocemente. Non lo dico io, lo dice, almeno dal 2012, uno che si chiama Paul Graham ed è il cofondatore Y Combinator, un acceleratore di startup, che dal 2005 ha investito con successo in più di 1900 aziende.

I 100 migliori investimenti di Y Combinator vantano addirittura una speciale classifica, valgono più di $100 miliardi di dollari e hanno creato più di 28 mila posti di lavoro nel mondo. Tra questi troviamo aziende come Airbnb, Stripe, Coinbase, Dropbox, Twitch e molti altri nomi meno noti al grande pubblico, ma non per questo meno redditizi come investimenti.

Se vuoi scoprire perchè questa sia l’unica e vera definizione di startup, ti suggerisco di leggere proprio un suo essay del 2012: Startup = Growth. Nel bene e nel male, secondo me, tutto parte un po’ da qui e non si può prescindere da questo suo scritto.

Essere freschi di costituzione non rende di per sé un’azienda una startup.

Non bisogna per forza lavorare sulla tecnologia (software o hardware), perché le startup creano nuovi modi di fare le cose e nuovi modi di fare le cose sono, nel senso più ampio del termine, nuove tecnologie.

Una startup non deve considerare investimenti per forza e solo da fondi di Venture Capital, né cercare a tutti i costi una forma di “exit”.

L’unica cosa essenziale per una startup è la crescita.

Milioni di aziende vengono avviate ogni anno nel mondo, ma solo una piccolissima parte di queste sono startup. Esiste una parola distinta, appunto “startup”, per quelle aziende che sono progettate per crescere velocemente, creando qualcosa che puoi vendere ad un grande mercato. Questa è la differenza tra Google e un ristorante con una sala da 100 coperti. Un semplice ristorante non può scalare un grande mercato.

Prendi invece Foorban, per citare un esempio italiano: un ristorante digitale che non ha nessuna sede fisica, ma che prevede un menu virtuale, ordinazioni attraverso un’app e soprattutto consegna a domicilio in tutta la città. Questa è una startup che può scalare potenzialmente un grande mercato e che, partendo da una città (Milano), può replicare il modello in altre, diffondendosi su scala globale.

Come si calcola il tasso di crescita di una startup?

Una startup che ottiene successo vive solitamente 3 fasi:

  1. Una crescita iniziale lenta o nulla, mentre la startup sta ancora capendo cosa sta facendo.
  2. Un periodo di crescita rapida, in cui la startup ha capito come fare qualcosa che molte persone vogliono e come raggiungere quelle persone.  
  3. Un rallentamento della crescita, quando sarà diventata un’azienda di successo, dovuto in parte a limiti interni e in parte perché l’azienda sta iniziando a scontrarsi con i limiti dei mercati che serve.

Insieme, queste 3 fasi producono una “curva a S”. La fase in cui la crescita definisce la startup è la seconda, l’ascesa. Lunghezza e inclinazione sono solitamente un buon indicatore di quanto grande potrebbe diventare.

L’inclinazione è il tasso di crescita. Se c’è un numero che ogni founder dovrebbe sempre conoscere, è il tasso di crescita della propria startup. Dire “prendiamo un centinaio di nuovi clienti al mese” non è un tasso plausibile. Ciò che conta non è il numero assoluto di nuovi clienti, ma il rapporto tra nuovi clienti e quelli esistenti in un determinato periodo.

Y Combinator, per esempio, misura il tasso di crescita settimana per settimana, in parte perché ci sono solo poche settimane prima del Demo Day del suo programma di accelerazione, in cui i founder sono invitati a presentare progetti e metriche ad una platea di potenziali investitori, e in parte perché le startup hanno bisogno di feedback frequenti da parte degli utenti per modificare e migliorare ciò che stanno facendo.

Per Y Combinator, un buon tasso di crescita, durante il programma di accelerazione, è compreso tra 5 e 7 punti percentuali a settimana. Se riesci a raggiungere il 10% a settimana, stai facendo eccezionalmente bene. Se cresci solo dell’1% a settimana, non hai ancora capito cosa stai facendo.

Le revenue sono il miglior modo per misurare la crescita. Se il modello di business non prevede entrate nella prima parte del suo percorso, misurare gli utenti attivi sarà il miglior modo per partire. Questo per un semplice motivo: ogni volta che una startup proverà a generare profitti, le entrate saranno probabilmente un multiplo costante degli utenti attivi.

Per mia personale esperienza, da imprenditore o manager sia in contesti nazionali che di respiro globale, misurare la crescita di settimana in settimana è il miglior modo per avere il polso di quello che si sta facendo e modificare la propria strategia in itinere.

È molto difficile trovare qualcosa che cresca costantemente di diversi punti percentuali di settimana in settimana. Se così fosse potremmo trovarci di fronte davvero qualcosa di grande valore e guardando oltre capiremo anche il perché.

crescita settimanalecrescita annuale
1%1.7x
2%2.8x
5%12.6x
7%33.7x
10%142.0x

Un’azienda che cresce dell’1% a settimana crescerà 1,7 volte l’anno, mentre una che cresce del 5% a settimana crescerà 12,6 volte in un anno. Tradotto in soldoni, un’azienda che guadagna 1000€ al mese e cresce dell’1% a settimana, 4 anni dopo, guadagnerà 7900€ al mese. Una startup che cresce idealmente del 5% a settimana, in 4 anni guadagnerà 25 milioni di Euro al mese.

Piccole variazioni nel tasso di crescita nel breve periodo possono produrre risultati qualitativamente differenti nel lungo periodo.

Sono queste piccole variazioni che generano “il valore atteso” di una startup, quello che le rende così irresistibilmente appetibili ai nostri occhi.


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Orlando TM Merone

Orlando TM Merone è un digital strategist a Milano con 10 anni di esperienza nella costruzione di prodotti digitali, marketing e business development. Unisce strategia creativa e competenze multidisciplinari per aiutare Aziende, Brand e Agenzie a costruire esperienze e prodotti digitali innovativi.